L’accessibilità web non è soltanto un vincolo tecnico, ma un prerequisito per una conoscenza veramente libera. Durante il recente Wikimedia Hackathon 2026, tenutosi a Milano, ci siamo ritrovati come gruppo dedicato, proveniente dall’Italia, per affrontare un problema silenzioso ma persistente: le barriere che impediscono alle persone con disabilità visive d’interagire pienamente con Wikipedia e coi suoi progetti fratelli.
Così, Valcio, Daimona Eaytoy e Piergiovanna Grossi (WMIT) hanno guidato la sessione non-conferenza «Wikipedia for Everyone: Closing the Accessibility Gap», che ha svolto sia il ruolo di campanello d’allarme sia quello di laboratorio collaborativo. Dopo aver esaminato come i template e gli elementi dell’interfaccia creati dalla comunità spesso non siano fruibili a una fetta dei nostri utenti, ci siamo poi impegnati a passare dall’identificazione dei problemi alla costruzione di soluzioni sostenibili.
Quest’è un breve riassunto, per chi si fosse persa la sessione.
La realtà della barriera digitale
La sessione si è aperta con una disamina senza filtri dello stato attuale delle nostre interfacce. Sebbene MediaWiki fornisca una base solida, anni di personalizzazione guidata dalla comunità hanno comportato involontariamente molteplici violazioni dell’accessibilità. Tra i problemi chiave discussi:
- Mancanza di testo alternativo (alt-text): Le immagini essenziali per comprendere i contenuti spesso mancano di descrizioni o di testo alternativo leggibile dai lettori di schermo (screen reader), tecnologie assistive che leggono ad alta voce i contenuti grafici agli utenti con disabilità visiva.
- Il «muro HTML»: Molte tabelle e template mancano di un markup semantico adeguato, costringendo gli strumenti di sintesi vocale a leggere codice grezzo anziché informazioni strutturate.
- Contrasto e colore: Numerosi gadget e banner non raggiungono ancora i rapporti di contrasto minimi previsti dallo standard WCAG 2.2 AA (uno standard di accessibilità web), rendendoli non fruibili agli utenti con daltonismo o ipovisione.
Misurare la mancanza di testo alternativo
La sessione non-conferenza ha quindi stimolato un piccolo esperimento nei giorni successivi. CristianCantoro si è dedicato a misurare la diffusione del problema della mancanza di testo alternativo su Wikipedia in italiano e su Wikipedia in lombardo, combinando gli HTML dump forniti da Wikimedia Enterprise coi dump XML pubblicati dalla Wikimedia Foundation. I risultati preliminari confermano la portata della sfida: oltre il 90% delle immagini utilizzate negli articoli di Wikipedia in italiano e in lombardo manca di testo alternativo.
Non si tratta di un risultato isolato. Nel 2023, un team di ricercatori dell’Università Stanford e di Google Research ha presentato un’analisi cross-linguistica dell’accessibilità delle immagini in 108 edizioni linguistiche di Wikipedia, da cui risulta che, in media, solo circa il 10% delle immagini possedeva testo alternativo. Lo studio è tra quelli presentati all’edizione 2023 del Wiki Workshop.
Questi numeri costituiscono un promemoria: la mancanza di testo alternativo è ancora una sfida aperta e su larga scala in tutte le lingue. Se vogliamo che Wikipedia sia veramente aperta a tutti, abbiamo bisogno di strumenti, flussi di lavoro e pratiche comunitarie migliori per assistere gli editori nell’inserimento di testi alternativi e di descrizioni significative per le immagini.
Dalla discussione all’azione: il MediaWiki Accessibility Checker
Per passare dalla consapevolezza all’azione, uno dei partecipanti alla sessione — Super nabla del gruppo utenti Indic MediaWiki Developers — ha sviluppato una soluzione concreta durante l’hackathon. Lo strumento, disponibile su Toolforge, aiuta editori e sviluppatori a rispettare gli standard di accessibilità: è il MediaWiki Accessibility Checker. Provalo: https://accessibility-checker.toolforge.org/
Costruito sul motore industriale axe-core e su Playwright, lo strumento è progettato specificamente per l’ecosistema MediaWiki. Consente a editori e sviluppatori di (i) eseguire verifiche approfondite, basate su WCAG 2.2 AA (e altri standard), su qualsiasi URL wiki, incluse le pagine di servizio: lo strumento è interrogabile sia dall’interfaccia frontend sia tramite una API REST dedicata; (ii) generare report professionali in molteplici formati, inclusi PDF e wikitesto in modo da semplificare la condivisione su wiki; (iii) utilizzare un’interfaccia moderna progettata col sistema di design Codex di Wikimedia, che assicura agli utenti un’esperienza d’uso fluida e integrata.
Questo strumento rappresenta un piccolo ma importante passo in avanti nella democratizzazione delle verifiche di accessibilità, consentendo agli autori di accessori (anche quelli senza competenze tecniche specifiche) d’identificare e correggere gli errori prima che questi arrivino ai nostri lettori.
Un’eredità di “Wikiriccio” e cura della comunità
Le radici di questa collaborazione tecnica risalgono al 2018 a itWikiCon a Como (Italia), dove l’«Officina» (il progetto tecnico di Wikipedia in italiano) è stata premiata per il suo lavoro silenzioso ma essenziale, svolto dagli smanettoni: gli hacker e i maghi tecnici che operano dietro le quinte per garantire che gli ingranaggi della piattaforma continuino a girare. Questo riconoscimento comunitario è personificato dal Wikiriccio, un trofeo fisico la cui storia di passaggi di mano è divenuta una vera e propria saga leggendaria all’interno della comunità italiana. Tradizionalmente passato a rotazione, dopo anni di occasioni mancate, il Wikiriccio è infine giunto nelle mani di Daimona Eaytoy durante questo hackathon, rammentandoci che il lavoro sull’accessibilità riguarda anche le connessioni umane e la cura comunitaria condivisa.
Per noi, questa tradizione leggera e questo premio fungono da promemoria: dietro ogni strumento di accessibilità o di correzione dell’interfaccia c’è una connessione umana, una visione e una storia condivise, basate sulla comunità, e un impegno a «mandare avanti l’officina» a beneficio di tutti gli utenti.
Prossimi passi e coinvolgimento della comunità
La sessione dell’hackathon è stata solo l’inizio. I risultati della nostra non-conferenza sono sintetizzati in una proposta formale su Wikipedia in italiano e in un task su Phabricator per aiutare a standardizzare le proprietà personalizzate CSS e i flussi di lavoro di linting automatizzato.
Eppure, la tecnologia da sola non può risolvere una sfida culturale. Invitiamo quindi tutti i designer UI/UX, gli sviluppatori e i wiki-editori esperti a unirsi alla nostra missione: che tu stia migliorando il testo alternativo su una pagina di policy ad alto traffico o stia aiutando a modernizzare un vecchio template, il tuo contributo garantisce che Wikipedia rimanga veramente accessibile, consentendo a tutti di accedere al patrimonio condiviso della conoscenza.
Un ringraziamento speciale va agli organizzatori dell’hackathon e a tutti i partecipanti che hanno condiviso le loro esperienze e ci hanno fornito ulteriori spunti per guidare questi miglioramenti tecnici.
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