Vittoria in Italia: il tribunale di Roma si pronuncia a favore della Fondazione Wikimedia

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Statua della figlia di Niobe presso la Galleria degli Uffizi. Photo by Petar Milošević, freely licensed under CC BY-SA 4.0

Oggi siamo lieti di annunciare che il tribunale di Roma si è pronunciato a favore della Fondazione Wikimedia. Il MOIGE (Movimento italiano genitori) è un’organizzazione italiana di promozione sociale che si occupa della protezione dei minori. Nel mese di marzo 2011, il gruppo ha citato in giudizio davanti al tribunale di Roma la Fondazione Wikimedia chiedendo la rimozione dalla sua pagina italiana di Wikipedia di alcune dichiarazioni connesse alle sue opinioni su argomenti sociali sensibili e controversi.

Il MOIGE ha ritenuto tali contenuti diffamatori in quanto ritiene di aver rimosso tali informazioni dal proprio sito web alcuni anni fa e non desidera più essere associata a tali opinioni. Inoltre, ha affermato di volersi avvalere del “diritto all’oblio” e che i contenuti devono essere eliminati in quanto danneggiano la sua immagine, il suo nome e la sua reputazione. Il MOIGE ha richiesto un risarcimento di €200.000 più spese legali, la rimozione dei contenuti asseritamente lesivi e la pubblicazione della sentenza all’interno dell’articolo del MOIGE su Wikipedia e sui quotidiani nazionali italiani.

La Fondazione Wikimedia ha risposto illustrando il suo ruolo di hosting provider, i motivi per cui le dichiarazioni in questione sul MOIGE non erano diffamatorie, le modalità che il MOIGE avrebbe dovuto utilizzare per modificare le dichiarazioni e il motivo per cui il “diritto all’oblio” non trova applicazione in questo caso.

Dopo un procedimento durato 4 anni, il tribunale di Roma si è pronunciato a favore della Fondazione Wikimedia.[1] La sentenza (disponibile in italiano) ha confermato il ruolo della Fondazione quale hosting provider, la sua neutralità in merito ai contenuti creati dagli utenti e l’assenza di responsabilità in capo alla Fondazione per tali contenuti. Il giudice ha riconosciuto che il metodo corretto per modificare le pagine di Wikipedia è quello di seguire la procedura disponibile sul sito, non di chiedere all’hosting provider di apportare le modifiche richieste.

La sentenza ha stabilito che: “è evidente che l’hosting provider si pone in posizione neutra rispetto al contenuto delle informazioni inserite dagli utenti… Né la neutralità dell’hosting provider viene meno per il fatto che la [Fondazione Wikimedia], ove informata del potenziale contenuto illecito di alcuni dei contenuti caricati… possa attivarsi per disporne la cancellazione”.

A parere del giudice, la Fondazione Wikimedia, in qualità di hosting provider “offre un servizio basato proprio sulla libertà degli utenti di compilare le voci dell’enciclopedia: questa libertà… trova il suo bilanciamento nella possibilità lasciata a chiunque di modificarne i contenuti o di chiederne la cancellazione”.

Il giudice ha riconosciuto l’efficacia del modello di Wikipedia, rilevando che “la pagina dell’enciclopedia dedicata al MOIGE… è stata ripetutamente modificata dall’inizio del procedimento giudiziario ad oggi… a conferma del descritto funzionamento dell’enciclopedia (la quale segue il cosiddetto modello “wiki”) e dell’idoneità del sistema ideato dalla [Fondazione Wikimedia] di “auto correggersi” tramite le modifiche apportate dagli utenti”.

Wikipedia appartiene a voi, alla comunità globale che l’ha creata e che continua a farla crescere. La neutralità di Wikipedia dipende dall’abilità di continuare a non farsi influenzare dai tentativi di raggirare le politiche e le procedure della comunità tramite azioni legali. Questa sentenza costituisce una vittoria per tutti i Wikipedians e per la libertà di espressione su Internet.

Michelle Paulson, Legal Director*
Geoff Brigham, General Counsel

*Desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine ai nostri avvocati di Hogan Lovells in Italia, in particolare a Marco Berliri, Marta Staccioli, e Massimiliano Masnada, per l’esemplare assistenza legale e dedizione al movimento Wikimedia. Un ringraziamento speciale a Christine Bannan, tirocinante nel dipartimento legale di WMF, per l’assistenza nella redazione di questo articolo sul blog.

References

  1. La sentenza è esecutiva, ma il MOIGE ha la possibilità di proporre appello entro sei mesi dalla sua pubblicazione.

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